mercoledì 17 febbraio 2016

Episodio 1 - cazzo che mortorio

Non è che mi abbia mai solleticato l'idea di morire in un letto d'ospedale per coma etilico.
O di cancrena alla parte più intima della mia persona a causa di qualche esotica, anche se spettacolare, malattia venerea.
O di tetano per essermi fatto la barba con un rasoio arrugginito, quella si che è una morte da coglioni.

Non mi aspettavo di morire affatto, a dire il vero.
Era semplicemente un eventualità non contemplata nel grande dipinto della mia vita.
Un dipinto astrattista, certo, in cui non si capisce un cazzo, ma l'arte non è forse nella testa di chi la concepisce, piuttosto che negli occhi di chi guarda?
E come tutte le menti geniali, la mia è una mente molto, ma molto incasinata.

Nah, morire era semplicemente un qualcosa che non doveva accadere.
E ora che ci penso, potrebbe anche essere quello che ha pensato mio padre quando mamma gli ha detto che era incinta.
Eh papà? Dai puoi essere sincero ora, credo di avere altro per la testa che trovare una scusa per aprire i dotti lacrimali al pensiero di aver deluso tutte le tue aspettative sul primo e unico figlio maschio.
E non fare quella faccia da finto offeso, te l'ho detto, puoi essere assolutamente e completamente sincero con me.
O Vorresti forse farmi credere che non hai cercato nella tua relazione clandestina col tavernello quella soddisfazione che ti ho negato quando ho fatto capire più che chiaramente che seguire le tue orme di ragioniere non era l'ambizione della mia vita?
Non hai provato forse la stessa frustrazione quando i medici hanno stabilito che superare il quintale di peso fosse un motivo sufficiente per non farmi indossare quel l'uniforme per la quale tu avresti venduto l'anima al diavolo?

Ok, forse sto un tantino divagando, ma non si dice forse che in punto di morte si rivede tutta la propria vita?
Oh, beh, almeno mi sono risparmiato di rivedere quella volta che mi sono messo a piangere alla festa di Giusy per uno schiaffo.
Di una ragazzina di undici anni.
Durante il gioco della bottiglia.
Aspetta... No! Non puoi farmi questo!
Ecco, come non detto: una bella replica ad alta definizione del momento più umiliante della mia vita.
Grazie memoria, per avermi tolto l'ultimo residuo di voglia di vivere che mi era rimasta.
Ora posso tranquillamente volare verso la luce.

Continua... Se mi va.

2 commenti:

  1. Ti do fiducia, continuo a leggere. Se ti va di scrivere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per la fiducia. Vediamo di non deluderti.

      Elimina