lunedì 7 marzo 2016

Episodio 4 - chi si firma è perduto

Seduto. Braccia conserte e gambe accavallate. 
L'espressione annoiata s'intona stranamente bene col giubbotto di pelle vissuta sopra la maglietta bianca sporca e i jeans strappati.

-Carlo Beruschi, detto Voldemort?- 

Voldemort s'irrigidisce. Io sghignazzo: non ci avevo fatto caso, ma effettivamente con quel quasi naso ci azzecca.

-sono qui per ritirare la sua anima- 

questa poi! Proprio quando cominciavo a pensare che l'attrattiva di un'esperienza di pre-morte fosse sopravvalutata. Comunque, il mio compare di sventure non sembra prenderla troppo bene.

-ho firmato quel cazzo di contratto solo un anno fa, non può essere già arrivato il mio momento!-
-mi rendo perfettamente conto che un'eternità di sofferenza e privazione possa non essere il massimo dell'aspirazione per un promettente signore della droga come lei, ma il patto che ha firmato parla chiaro- 

Il cosplay di Fonzie srotola un papiro che non avevo notato (ma lo aveva in mano prima?) e comincia a leggere ad alta voce:

-"Io, Carlo Beruschi, con la presente comunico l'intenzione di vendere la mia anima a Lucifero, Signore dell'inferno, Principe Delle Tenebre, Barone della Menzogna e Chitarrista Death Metal dell'Universo.
In presenza di Astaroth e Belial, testimoni accreditati e riconosciuti da chi richiede il Patto e dall'Acquirente, si stabilisce il prezzo pattuito, consistente in una vita da signore della droga (vantaggi e svantaggi). Il richiedente potrà usufruire dei benefici terreni pattuiti fino al termine della sua vita.-

So che il momento dovrebbe essere solenne e tutto quanto, ma non posso fare a meno di notare il tono da lettura della lista della spesa di Fonzie. Non so, è intonato col personaggio ma non con la situazione. Intanto Voldemort si sta alterando: sembra il tizio a cui un operatore telefonico ha ripetuto per filo e per segno le condizioni contrattuali di un abbonamento telefonico di merda che al momento sembrava tanto vantaggioso, facendolo sentire come l'ovvio coglione che è.
So di che parlo: io in un call center ci ho lavorato.

-no no no è una stronzata! Mi avete preso per il culo, pezzi di merda che non siete altro!-
-senti Voldemort, che poi mi devi spiegare con un nome così come hai fatto a non farti sparare nel primo mese, tre cose: primo, il patto parla di termine della vita, non specifica se naturale o meno; secondo, qui si parla di vantaggi E svantaggi: se vuoi fare lo spacciatore una raffica di mitra per aver sconfinato è un'eventualità che avresti dovuto mettere in conto; e terzo...- fissa Voldemort col sopracciglio alzato -...senti qua: apponendo la firma il richiedente dichiara di essere a conoscenza del fatto che al termine dell'esistenza terrena la sua anima verrà sottoposta a tutte le torture che l'Acquirente riterrà opportune. Da qui all'eternità.-
-col cazzo che finisce così!-

Voldemort si volta in cerca di una, per chiunque avesse seguito la vicenda da almeno un quarto d'ora, improbabile fuga. Nel farlo finisce a limonare con le piastrelle del pavimento inciampando nelle sue stesse gambe, dimostrando definitivamente come nella morte, tanto quanto nella vita, di essere un coglione.
Senza intaccare di una virgola la sua espressione annoiata, Fonzie lancia a terra il rotolo. 
Il patto si srotolò in un'esplosione di spire che come un boa cominciarono ad avvilupparsi attorno a Voldemort, facendolo infine assomigliare ad un gigantesco spinello. Del tipo che girava ai concerti degli Articolo 31 quando attaccavano con "Maria Maria", per intenderci. Impressione rafforzata dal fatto che l'interno dello spinellone cominciò a bruciare. Fu un momento abbastanza raccapricciante, devo dire. Forse a causa delle urla agghiaccianti provenienti dal tizzone acceso, precedentemente conosciuto come Carlo "Voldemort" Beruschi, che veniva consumato lentamente.

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